venerdì 28 novembre 2008

E scende giù dal ciel, neve...


E si la vostra gatta bastarda si senti proprio come la gatta dell'immagine (sembro proprio io)... è stata una settimana dura... tra lavoro, riunioni di equipe, code agli sportelli della segreteria universitaria, camera mia da mettere a posto,sono andata in piscina con i ragazzi disabili del centro dove lavoro... è stato bellissimo , divertentissimo ma stancante da matti,insomma un sacco di cose da fare e neanche il mio moroso vicino... già perchè è in trasferta, sigh... Comunque domani torna per il fine settimana e almeno domenica riusciamo a vederci poi tornerà in toscana, risigh!
Ma ora la neve mi ha rinfrescato, alleggerito, dato felicità, mi sento anche un pò meno bastarda... mi direte tutto solo per la neve?
Già perchè fa molto natale e io adoro il natale, i credenti mi diranno "ma è una festa cristiana e tu sei atea"... bè a parte che l'origine del natale è più antica ma comunque io la prendo come festa per rilassarsi pensare al prossimo e soprattutto agli amici... adoro fare regali!
In più la neve ha un potere magico su di me...starei ore a fissarla e contemplarla dalla finestra...
così ecco qualche foto fatte da casa purtroppo, spero domani di riuscirne a fare un pò prima del lavoro uscendo per il mio paesino...
La gatta vi saluta e si gode il calduccio mentre fuori nevica...

mercoledì 19 novembre 2008

Una candela accesa per ogni donna vittima di violenza!


Giornata internazionale
contro la violenza sulle donne

Accendi anche tu una candela, mostra la solidarietà e la voglia di cambiare questo percorso!

Copia ed incolla l'intero messaggio e facciamolo girare, oppure crea un nuovo messaggio nel nostro blog ed incollalo direttamente lì!

Facciamolo girare!
Facciamoci sentire!

Accendiamo tante candele ed illuminiamo questa giornata!

La sera tra il 24 ed il 25 novembre, accendi anche tu una candela e mettila vicino alla finestra... per un attimo saremo tutti più vicini!

L'Aquilone Rosa Onlus
www.laquilonerosa.org
www.laquilonerosa.forumattivo.com

domenica 16 novembre 2008

Rubrica: davanti allo specchio

ecco altre frasi per riflettere... stavolta prese dal libro di Frank McCourt le ceneri di Angela di cui consiglio caldamente la lettura e anche la visione del film.

  • Io lo so che ai grandi le domande dei piccoli non piacciono. Loro possono domandarti di tutto: Com'è andata a scuola? Sei un bravo bambino? Hai detto le preghiere? Ma se per caso tu domandi a loro se hanno detto le preghiere rischi di beccarti uno scappellotto.

  • Il maestro dice che è una cosa meravigliosa morire per la fede e papà dice che è una cosa meravigliosa morire per l'Irlanda e allora io mi domando se al mondo c'è qualcuno che ci vorrebbe vivi.

  • Chissà come farò a morire per l'Irlanda se per l'Irlanda devo anche cantare e ballare, Chissà perchè non mi dicono mai: Mangia le caramelle, non andare a scuola e và a farti una nuotata per l'Irlanda.

  • Io mi domando perchè ci sia gente che ha fame se il mondo è pieno di latte e mele.

  • E' permesso dire che vuoi bene a Dio, ai neonati e ai cavalli vincenti ma tutto quello che non rientra in questi casi è segno che ti manca una rotella.

  • Nell'uovo c'è tutto quello che ti serve, nella birra tutto quello che vuoi.

  • Se fa bel tempo c'è gente che gioca a croquet, il gioco dei protestanti, o che passeggia chiaccherando e ridendo tutta acchittata con vestiti a fiori e giacche sportive con gli stemmi e i bottoni d'oro, gente che a vederla non penseresti mai che c'è la guerra.

venerdì 14 novembre 2008

Rabbia e Paura


Nove sagome nere di cartone, alte circa due metri, che raffigurano poliziotti in tenuta antisommossa con il manganello impugnato alla rovescia e la scritta in rosso "Diaz", sono stati installate stamani nel sottoportico dell'Accademia Linguistica di Belle Arti nella centrale Piazza De Ferrari. La performance, realizzata al termine dell'ultima udienza del processo per l'irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8, è opera di alcuni stranieri picchiati nella scuola che si sono costituiti parte civile al processo.

Dopo la sentenza di ieri sui fatti del g8 alla scuola Diaz provo molta rabbia e tristezza ma sopratutto paura per il futuro... non me la sento di dire molto...so solo che l'immagine qui sopra che prima voleva rappresentare una condanna ora rappresenta la realtà che continuerà a essere presente... quelle sagome ora ridono e sono in mezzo a noi...


mercoledì 12 novembre 2008

Noi abbiamo fatto 30, tu fai 31


Ennesima bella iniziativa di Amnesty International... in occasione dei 60 anni dalla dichiarazione dei diritti umani vi si chiede a voi di scrivere il 31 articolo...
Amnesty ha fatto e sta facendo molto per l'umanità intera e quindi anche per te che stai leggendo questo stupido blog... quindi che ti costa... partecipa!

clicca qui per partecipare all'iniziativa

Festeggia insieme a noi il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Partecipa all’iniziativa di Amnesty International aggiungendo
ai 30 articoli che compongono la Dichiarazione
il tuo personale 31° articolo.

Il 10 dicembre 2008 una giuria di Amnesty International selezionerà i cinque migliori articoli che potrebbero
diventare il "31° articolo".

Gli articoli selezionati verranno pubblicati sul sito www.amnesty.it, sulla newsletter ufficiale e sul notiziario trimestrale della Sezione Italiana di Amnesty International distribuito a tutti i soci.

Inoltre se inviti uno o più amici Amnesty International ti rilascerà il Passaporto dei Diritti Umani personalizzato con i tuoi dati! Il passaporto, illustrato da Jean-Michel Folon, raccoglie i 30 articoli che compongono la Dichiarazione dei Diritti Umani ed afferma il tuo sostegno alla causa. Il passaporto dei Diritti Umani ti verrà inviato in formato elettronico via e-mail.

P.S: nella foto Eleonor Roosvelt and Human Rights Declaration

martedì 11 novembre 2008

Verità per Farid


GENOVA Immigrato vola da una caserma dei cc. Corteo di protesta

«Morto come Pinelli». Ed è giallo
Alessandra Fava
GENOVA

Gli arabi invocano Allah perché riceva Aufi Farid nel suo paradiso, schierati tutti, uomini e donne, dietro uno striscione con «un altro morto di stato» che attraversa le strade e i vicoli del centro storico. Poi allo stesso megafono gli italiani spiegano alla folla: «Ieri è volato un algerino dalla finestra di una stazione dei carabinieri. Dopo quarant'anni un altro omicidio di Stato».
Aufi è stato arrestato l'altro ieri pomeriggio dopo un borseggio. La versione ufficiale è che si è lanciato dalla finestra della stazione dei carabinieri della Maddalena, di fronte al porto Antico, a un passo da via del Campo, per sfuggire all'arresto non per suicidarsi e che ha precedenti anche per omicidio. Soccorso da un'ambulanza, è morto in rianimazione al Galliera quattro ore dopo. Secondo gli amici algerini è andato tutto diversamente: «All'una era con sua moglie a mangiare in una trattoria. Alle 14,30 è stato fermato e alle 19,30 l'ho visto qui a terra - racconta un amico algerino - era sotto una delle ultime finestre verso Caricamento, aveva una maglietta rossa marca Puma, una giacchetta gialla, una cintura nera e un paio di jeans. Ma che cosa è successo tra le due e mezza e le sette e mezza. Perché lo hanno tenuto dentro così tanto?».
La moglie italiana di Farid, detto Fabio, morto a 46 anni, Sandra, ancora non si capacita di quello che è successo. Tiene in braccio un bambino di poco più di un anno. Il 12 di novembre cadeva il giorno del loro secondo anno di matrimonio: «Sono venuta qui alle 18 - dice sotto la stazione dei carabinieri della Maddalena in mezzo a una folla di italiani, nordafricani e tanti senegalesi che hanno dato vita a un presidio per tutto il pomeriggio sino a sera - non hanno voluto farmelo vedere, mi hanno solo detto di presentarmi il giorno dopo per il processo in direttissima. Farid comunque per un furto non si sarebbe mai buttato da una finestra. Voglio sapere la verità».
Quando arriva da Marsiglia la madre di Farid, Luisa, accompagnata da sua figlia, Sandra crolla, quasi sviene. Un gruppo di manifestanti, le associazioni del centro storico, quelle antirazziste, ambientalisti, pacifisti, rappresentanti dei comitati e anarchici intanto occupano piazza Caricamento bloccando il traffico: vogliono che i familiari siano ricevuti dai carabinieri e abbiano delle spiegazioni. Intanto in strada uno spray rosso sull'asfalto dice «muore Farid, repressione, razzismo, la sicurezza uccidono». Sulla caserma un cartello con scritto a pennarello «davanti a questa caserma è morto Farid Aoufi, volato dalla finestra 39 anni dopo Pinelli. Chiediamo verità e giustizia». E accanto alla porta e a un «si prega di richiudere il portone verde» qualcuno ha applicato un altro foglio con scritto «Servitevi pure della finestra». Finalmente arriva il comandante della stazione di Portoria che fa salire la madre, la figlia, il capogruppo di Rifondazione in consiglio regionale Marco Nesci e il responsabile del circolo del centro storico Rehal Oudghough, che parla arabo. Ai parenti i carabinieri, visitando con loro la stanza dalla quale è precipitato Farid, hanno spiegato che l'uomo era ammanettato con le mani dietro, per fargli compilare un modulo multilingue gli avrebbero messo le manette davanti e mentre uno dei carabinieri riponeva il modulo su una scrivania, Farid si è divincolato, la finestra era aperta ed è precipitato. «L'unica cosa che ho capito - dice Sandra, la moglie - è che avrebbe avuto tutte e due le mani legate, ma mentre cadeva una manetta si sarebbe sfilata da una mano». Sull'episodio il pm Francesca Nanni ha aperto un fascicolo contro ignoti. Secondo i carabinieri era risultato positivo ai test della cocaina. Farid viveva a Genova da 25 anni.

venerdì 7 novembre 2008

Razzismo

Lampedusa: MSF costretta a chiudere i progetti

Il Ministero dell'Interno non firma il Protocollo d'Intesa

05/11/2008

Medici Senza Frontiere (MSF) ha chiuso il 31 ottobre scorso le sue attività di soccorso medico al molo dell'isola di Lampedusa. MSF è costretta a prendere questa decisione dopo che il Ministero dell'Interno ha deciso di non firmare un nuovo Protocollo d'Intesa e di non rilasciare così le autorizzazioni necessarie perché MSF continui ad operare adeguatamente.

MSF, come negli ultimi anni, chiede di operare sul molo di Lampedusa solo nell’ambito di un Protocollo d’Intesa che definisca gli ambiti di responsabilità e di azione. MSF era l’unica organizzazione indipendente di soccorso medico presente sul molo con un’equipe composta da medici, infermieri e mediatori culturali. Secondo il Protocollo d’Intesa, MSF era responsabile delle attività mediche sul molo in collaborazione con la ASL: visitava quindi i pazienti e ne autorizzava il trasferimento nel centro di prima accoglienza, e nei casi più gravi nel poliambulatorio di Lampedusa. Inoltre MSF era autorizzata a seguire i migranti che presentavano complicazioni direttamente nel centro di prima di accoglienza.
Il protocollo prevedeva altresì il coinvolgimento della ASL Palermo 6 che avrebbe dovuto in questi anni prendere in consegna l’accoglienza sanitaria sul molo.

“La mancanza di un Protocollo d’intesa mina l’efficienza e l’efficacia dell’intervento di MSF” dichiara Loris De Filippi responsabile progetti di MSF Italia. "Chiediamo chiarezza dopo 6 anni di lavoro svolto sul molo gratuitamente e ci piacerebbe capire se, secondo il Ministero e la ASL Palermo 6, c’è ancora bisogno di un servizio di prima assistenza sul molo di Lampedusa, e in caso affermativo chi se ne dovrà occupare e in quali termini e con quali competenze”.

Dal 2002, MSF garantiva cure mediche gratuite d'emergenza ai migranti che sbarcavano sull’isola. Dal 2005 fino ad oggi il team di MSF ha visitato 4.550 migranti, 1.420 solo fra gennaio e ottobre di quest’anno. MSF ritiene che la sua presenza sull'isola sia necessaria fino a quando le autorità sanitarie regionali non saranno in grado di garantire un servizio adeguato di assistenza medica agli sbarchi. Solo nel 2008 sono sbarcate oltre 25mila persone a Lampedusa di cui il 20 % appartenete a categorie vulnerabili come donne e minori inclusi neonati. Le patologie che presentano all’arrivo sono legate alle proibitive condizioni di viaggio: ustioni, ipotermia, complicazioni osteomuscolari tra le più diffuse. Per questo MSF chiede il miglioramento degli standard di accoglienza e che venga quindi garantita assistenza medica specifica sul molo.